Atti Diciottesima Edizione 2006
PREMIO LETTERARIO ARBORENSE
MICRONISTORIA
La diciottesima edizione Nazionale del Premio Letterario Arborense si tiene nel sesto anno del nuovo secolo che s’è affacciato nel Terzo Millennio.
Ancora una volta, come ogni anno, a lavori conclusi “intro ’e su mesi de Ladamini”, (otto- bre) Giuseppe Pinna de Marrubiu, si cimenterà nella fatica finale e, quale fondatore e segre tario responsabile del Premio Letterario Arborense, gli spetta il compito di preparare la pubblicazione della raccolta antologica delle opere premiate, con annesso verbale inte grale della giuria e predisporre la cerimonia di premiazione che, anche in questa circostanza, così come già accaduto in passato, sarà doppia, cioè ingloberà in se anche la precedente diciassettesima.
Fatica, quest’ultima, non indifferente, se si considera che da solo, solo fra tanti, da sempre si fa carico di tutto e per tutti!
Del lavoro fatto…, oggi, ebbene, noi tutti, possiamo dirgli d’essergli grati.
Riconoscenti di ciò che idealmente ha saputo creare, nella consapevolezza che l’iniziativa, avrebbe dato parecchie risposte giuste, alcune negative e tantissime d’invito… al prosegui-mento.
Siamo contenti di aver potuto leggere con attenzione le sue pubblicazioni che, ci consta, di aver saputo raggiungere con queste, non meno di novantacinquemila potenziali lettori con le tante copie dei 52 volumi da lui pubblicati in diciotto anni d’attività editoriale.

Ecco perché proviamo anche tanta amarezza e rammarico davanti alla sua paventata azione a voler lasciare il tutto, dopo anni gratificanti, benché difficili (e non solo per la malattia).
Se, la prima risposta umana la ebbe immediata e, (parole sue) fu, anche se breve come una meteora per l’improvvisa dipartita del “Professore”; subito dopo purtroppo, si fece mancanza intorno!… dopo quel 29 luglio 1989, il deserto d’uomini.
Sappiamo di lavori di valutazione conclusi, verbali chiusi e… i suoi amici spariti!
Con una cerimonia di premiazione da organizzare tutto da solo, appunto!
Sconfortato, la mente vuota… e mille domande sul che fare e tantissime le risposte che non gli arrivavano mai; poi, la svolta.
Testardo più che mai, mediterraneo, sanguigno, sardo tra i sardi, ha cercato e saputo darsi una risposta chiara e… andare avanti!
Il Premio Letterario Arborense doveva proseguire in onore del suo amico “il piccolo grande uomo di Oristano”, l’unico a credere da subito alla bontà dell’iniziativa; quindi, da solo a proseguire questa sfida tutta CULTURALE contro l’apatia delle molteplici Istituzioni e di chi vi si rintana spesso per decretare vita o morte d’iniziative meritorie.
Sfida per mostrare agli scettici, la validità dell’intento.
Per dare sostegno e incoraggiamento ai tanti che scrivono in Sardegna ed oltre, per tutti co-
loro che non imbrattano soltanto fogli (come Pinna ama definire) i tanti che credono in ciò che fanno, contribuendo a rinverdire la Memoria Storica di un Popolo e, di una Terra altrimen ti inesorabilmente dimenticati.
Certamente è una sfida dell’uomo qualunque.
Di un uomo che ha sgomitato e cercato spazio, anno dopo anno; che ha saputo ritagliarsi tra mille derisioni, la possibilità di promuovere cultura con la “C” maiuscola.
Di non arrendersi mai, di proseguire il cammino intrapreso guardando sempre avanti, in favo re di una collettività culturale senza confini né padroni: senza lacci né lacciuoli!
Utopia?… Forse!
Magari per i tanti che ha incontrato, che tuttora incontra su di un cammino non facile.
Soprattutto per tutti coloro che ancor oggi gli pongono paletti…, esprime gratitudine e, antici-
patamente anche a quelli che, gliene vorranno mettere ancora, poiché essi, contrariamente a quanto si aspettano, saranno d’ulteriore stimolo nell’erta e impervia via del PREMIO LETTE-RARIO ARBORENSE.
Così dicasi per certi personaggi locali, provinciali e qualche sgangherato onorevole regiona le, oltre all’amico degli amici, che spesso hanno scordato…, i mandati elettorali e, che durano in sella solo per un certo periodo perché poi, i giochi sporchi della politica dei partiti, fan ruzzolare le teste e… cambiare le chiappe sulle poltrone, dalla sera alla mattina.
In meno tempo che non si dica, tutti quei “grandi” signori presuntuosi e mendicanti, improvvi- samente, si ritrovano nella polvere.
Dalle stelle alle stalle, nella cacca; mentre, specialmente per quelli come chi scrive, non aven do nessuna sorta di padroni, RESTANO QUI!
Erti e ben Tosti.
Sii, proprio qui, nel quotidiano di sempre, cercando di proseguire sugli intenti prefissi, anche nella attesa, spesso di chi…, meno CRETINO e più AVVEDUTO dei suoi predecessori, final- mente, ritenga sia giunto il momento di sostenere l’autentica CULTURA!
Ed il PINNA, aspetta…!
Sa pazientare.
Del resto, è dal lontano 1986 che attende di confrontarsi con menti illuminate.
Egli ha, come molti, tanti difetti, ma non di certo quello dell’incoerenza.
Meno che mai, la voglia di ergersi in cattedra e di pontificare.
Si sappia, però, che al PREMIO LETTERARIO ARBORENSE, nulla è regalato, poiché l’impar zialità della giuria garantisce da sempre la correttezza del giudizio.
Nessun concorrente a mai potuto “spingere”, così, come nessuno a mai avuto favoritismi e, anche se in alcuni casi, qualcuno, ha tentato l’inserimento di propri testi non passati al vaglio della giuria..., PINNA ha saputo rifiutare, rispedendoli al mittente.
Difatti, quale curatore responsabile delle cinque case editrici da lui fondate e facenti capo al gruppo dell'Accademia, fino ad oggi, non ha mai preso in considerazione la pubblicazione di materiale non degno d’attenzione.
Promuovere iniziative culturali oneste, come fino ad oggi è riuscito di fare al PREMIO LETTE-RARIO ARBORENSE, non è cosa facile.
Non avere padrini è cosa ardua, da incoscienti!…
Ed è risaputo da più parti, d’altronde, che il PINNA nel tempo, ha coltivato una “sua” perso- nalissima lunghezza d’onda, in cui trova sempre più libertà nel pensiero, nelle azioni e nei fatti.
Da ciò la vitalità del suo PREMIO LETTERARIO ARBORENSE e il vasto consenso sin qui raggiunto, tutto a vantaggio di quanti vi credono e vi partecipano.
Così, fino al punto che, un bel dì, tanto per cambiare, ha pensato di parteciparvi anch’egli, una occasione, in incognito, per vedere e provare l’effetto che fa!
Sicuramente è ancora gradevolmente stupito mentre scrive queste righe, ma…, sappiate che ha vinto anche un Premio Speciale della Giuria, nel suo Premio, con le regole che lui stesso impose.
Chiaramente non partecipò alla discussione, quindi, non votò di certo; andò in bagno o fuori stanza per fumare!
Rientrando prese atto e registrò i loro voti: le sorprese all’ultimo, al conteggio finale dei suffra gi! VINSE con una raccolta inedita di 38 liriche in italiano che, poi, in quella occasione, diede alle stampe!
Lui, che da anni si occupa di valorizzare i tanti che scrivono, si scopre uno di loro tra loro.
Da più parti, in molti, e con ragione, si rammaricano per la sua intransigenza.
Ma…, se, come spero, in tanti la pensano come lui, questi dovrebbero gioire con lui.
Con lui festeggiare, per difendere in tal modo la loro posizione d’autori seri e preparati, degni di essere considerati soggetti e non solo “oggetti da baraccone in fiera”… buoni per tutti i padrini.
Direttivo Accademico Arborense
V. Presidente Prof. Antonio Corrias
In merito ad alcuni PREMI e a certe pubblicazioni!
Da circa trent’anni, alla luce del sole di Sardegna e non solo, mi batto per la chiarezza in vari campi, soprattutto in quello sociale, artistico e culturale.
Si può negare che esistano in Sardegna e in Italia premi fasulli, o quantomeno, all’acqua di rose?
Non voglio né posso trasformarmi (nuovamente) in “investigatore” (datosi che oggi sono in pensione, con trent’anni di contributi interamente versati) e, rispolverare il vecchio mestiere per smascherare i premi non seri; né voglio esecrare alcuno.
Specifico però che, chi è presente, nelle nostre antologie “Raccolta delle Opere Premia-te”, pubblicate a seguito delle DICIOTTO edizioni del PREMIO LETTERARIO ARBORENSE; deve essere fiero dell’inclusione.
Sappia, che partecipando a quest’iniziativa, nulla gli e stato regalato, poiché l’imparzialità del-la giuria garantisce che ha meritato di esserci.
Del resto, ben pochi concorsi letterari, che si sappia, con cadenza regolare, ad ogni cerimo nia di premiazione, hanno pubblicato e presentato opere con altrettanta tempestività; così co me sempre da noi in uso.
Questo a testimonianza del... poter dire: “anche il mio lavoro comparve tra i premiati in quel-l’edizione del concorso!”
Promuovere iniziative culturali di levatura, come oggigiorno riesce di fare il PREMIO LETTE-RARIO ARBORENSE, non è cosa facile.
Soprattutto, quando, per certi versi i cosiddetti santoni della cultura isolana viaggiano di co- mune accordo con i “disastrottusauri”, che purtroppo ancora oggi monopolizzano a loro piacimento con compiacimento i… viali del proprio tramonto.
Andando volutamente contro operatori e organizzazioni socio culturali, che come la nostra, serbano in sé ciò che a quei signori è sempre mancato: il coraggio… d’essere se stessi!
Non basta, da più parti, a vari livelli delle pubbliche amministrazioni si fa un gran parlare di “promozione culturale”, ma poi, infine, realtà come la nostra non trovano adeguata ris-pondenza e sostegno.
Spesso per il solo capriccio e l’ottusangola mente d’alcuni amministratori.
Altre volte per manifesta antipatia e farraginose elucubrazioni mentali o per presunta man-canza di denari…
Di fatto, gente così fa passare la voglia di chiedere.
Sopravvivere a tanta mediocrità, non avere padrini è cosa ardua, da incoscienti!… e, per i parecchi galoppini di turno che periodicamente s’accostano, in rappresentanza delle varie parrocchie che “hanno preso a cuore le nostre sorti”, si profilano all’orizzonte tempi di magra.
Purtroppo, costatiamo, che vi sono molte iniziative pseudoculturali, da baraccone, buone per tutte le stagioni, per le tante sagre festaiole e… per i vari santissimi di turno.
E… che dire delle miriadi di “antologie - spazzatura”, quelle sì fonte di gettito economico per scaltri curatori e editori che, oggigiorno, non cercano neanche più gli allocchi con il lan-ternino?
Giacché, secondo loro, il mondo né e pieno e in molti gli corrono incontro.
Così come vi sono concorsi letterari che elargiscono medagliette di latta indistintamente a tutti i partecipanti, pantagruelici pranzi a spese di non si sa bene chi… oltre, a premi in denaro, che sarebbe stato meglio destinare alla stampa e pubblicazione delle opere.
Questi sì, che sarebbero soldi spesi bene per meritoria causa!…
Così come ci sono commissari di giuria, letterati, editori, associazioni e comitati vari, che ricevono finanziamenti e “premi in denaro” solo perché inquadrati politicamente, intruppati a seconda di… come gira il vento.
Sicuramente sono ancora tanti, troppi, gli autori che non s’accorgono per tempo dei “con- corsi farsa e spazzatura”; così come tanti sono anche gli organizzatori di “premi da barac cone” e, non per ultimi, ...Amministrazioni Pubbliche che pur di pavoneggiarsi e sperperare pubblici quattrini, ti organizza un premio-farsa... che lo si capisce semplicemente dalle moti-vazioni della giuria a... fine percorso con DICHIARAZIONI del tipo: - "ABBIAMO SVOLTO UN LAVORO IMMANE, IN CIRCA 40 GIORNI ABBIAMO VISIONATO BEN 253 OPERE EDITE".
Ma vogliamo scherzare... come si può leggere 253 opere di saggistica e narrativa edita (libri) in circa 40 giorni, pur ammettendo che ogni libro abbia solamente 48 pagine... si avrebbe da leggere 6,353 libri al giorno e, se si considera che si deve pur mangiare, dormire, andare al cesso, fare l'amore, andare a lavorare, annoiarsi, non fare un cazzo e quant'altro si vuole ag-giungere, il conto è presto fatto... si leggicchia a sbalzi e poi ci si scambiano e passano som-mari punti di vista (impressioni), andando, in definitiva a premiare: la simpatia, la casa editri- ce, l'amico di turno, il pupillo di tal dei tali, il nominativo già quotato ecc...!
Ecco, tutto ciò al PREMIO LETTERARIO ARBORENSE non è mai accaduto e lo si è dimos-tratto pubblicamente durante le premiazioni, chi vi ha presenziato per varie ragioni sa cosa in tendiamo dire!
Cordialmente
Il Presidente
Acc. Giuseppe Pinna De Marrubiu
Premio UNESCO nella Giornata Mondiale Sarda della Lingua Madre, Cultura e Identità di un Popolo
1° classificato quale miglior Poeta Europeo anno 2004 e Medaglia d’Oro del Presidente della Repubblica per la Poesia
Consulente Letterario, Linguista, Poeta, Scrittore, Libero Pensatore, Editore, Commediografo, Regista, Musico, Bibliografo
Questa lirica da me scritta qualche anno prima del bruttissimo incidente occorsomi, (pubblicata nella
Antologia-Atti 17ª Edizione del PREMIO LETTERARIO ARBORENSE 2005); è frutto di un sogno o
dormiveglia... un presagio, in una fortuita notte di calda estate.
Chissà, chi può dirlo?
Di certo ora, col senno del poi, sono ancor qui a rompere come sempre ...più caparbio e indomito di
prima... manco il male m'ha piegato al suo volere... dopo ben 5 - MIRACOLI ACCERTATI - oltre a...
"11 interventi e circa 60 ore di sale operatorie"!
Cosicché da oltre 3 anni passo il tempo su di una sedia a rotelle e, non dispero (entro l'anno), di poter riandar per - funghi, lumache - cicoria - asparagi -.
Che DIO benedica e aiuti sempre chi avrà modo di leggere queste righe.
25 luglio 2013 Giuseppe Pinna de Marrubiu
Gli ATTI della premiazione della 17ª Edizione del PREMIO LETTERARIO ARBORENSE, saranno resi
pubblici e abbinati nella circostanza della definizione di questa 18ª Edizione già in corso; in quanto le 2
annualità per ritardi e motivazioni varie, si sono accavallate, così come già avvenuto in precedenti
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Continua
Pubblicato oggi Agosto 2013 da: Giuseppe Pinna de Marrubiu